di Cesare Peccarisi
Come un computer il nostro cervello, attraverso un sistema di salvataggio automatico, crea una vera e propria copia di back up neurologico degli impulsi per braccia e mani
Negli ultimi anni la diffusione anche in Italia delle Stroke Units ha migliorato il trattamento precoce dei pazienti colpiti da ictus grazie all’uso di farmaci in continua evoluzione da somministrare entro la finestra temporale delle cosiddette golden hours, grossomodo entro un’ora dai primi sintomi. Ciononostante in quasi tre quarti di loro (oltre 900mila italiani) residuano disabilità croniche soprattutto motorie per lo più a carico degli arti superiori (80% dei casi), con grave impatto sulla qualità di vita e l’attività sociale se si considera che, soprattutto nel genere femminile, nel 10-15% dei casi tali eventi si verificano in un periodo florido dell’esistenza, cioè tra i 18 e i 50 anni.
Lo studio
Ma per la settimana del cervello, indetta dal 17 al 22 marzo da Società Italiana di Neurologia, Croce Rossa Italiana e Fondazione Aletheia arrivano buone notizie da uno studio su una ventina di trentenni di ambo i sessi appena pubblicato su PNAS dai ricercatori dell’Università della Florida diretti da Shahabeddin Vahdat che, tramite risonanza magnetica funzionale,




