
di Gloria Bertasi
Le parole di Felice Casson, magistrato: «Il motivo ce lo ha detto lo stesso ministro Nordio: “Vogliamo controllare i magistrati”. E qui potrebbe essere concluso ogni discorso perché controllare la magistratura vuole dire minare alla base una delle colonne portanti di un sistema democratico»
Felice Casson, perché votare no?
«Innanzitutto, perché questa riforma non tocca nulla, non interviene sulle gravi carenze di organico nei tribunali, non incide sui tempi della giustizia. I problemi del penale e tanto più del civile resteranno irrisolti. Dal 24 cioè non succede alcunché: i processi, i problemi, le difficoltà continueranno esattamente come prima. Sono questioni su cui è intervenuta con le stesse conclusioni anche la senatrice Giulia Bongiorno (Lega, ndr) e lo ha detto perfino in Senato. Quindi il primo no è perché ci hanno imbrogliato con questa cosa della grande riforma che non esiste».
E allora perché, secondo lei, introdurre questa riforma?
«Il motivo ce lo ha detto lo stesso ministro Nordio: “Vogliamo controllare i magistrati”. E qui potrebbe essere concluso ogni discorso perché controllare la magistratura vuole dire minare alla base una delle colonne portanti di un sistema democratico per di più con una proposta di riforma che tocca




