
di Giuseppe Sarcina
La dichiarazione congiunta di Londra, Tokyo, Berlino, Roma, L’Aia e Parigi. «Niente armi». La parola “Onu” non compare mai nel testo, e non è un caso
L’iniziativa è stata promossa dal premier britannico Keir Starmer, con la sponda del segretario della Nato, Mark Rutte. Alla fine, sei Paesi hanno aderito all’ipotesi di inviare una missione navale per garantire la navigazione nello Stretto di Hormuz.
Iran, le ultime notizie in diretta
I leader di Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Olanda e Giappone hanno firmato ieri una nota congiunta. Il governo canadese ha fatto sapere che è pronto ad aggiungersi a questa «mini coalizione dei volenterosi». La prima parte del documento è chiara: «Noi condanniamo nella maniera più forte i recenti attacchi condotti dall’Iran contro le imbarcazioni disarmate nel Golfo, contro le infrastrutture civili, compresi gli impianti per il gas… (condanniamo) la chiusura di fatto dello stretto di Hormuz da parte delle forze iraniane».
Seguono un appello, sulla base del diritto internazionale, «per un’immediata e totale moratoria degli attacchi sulle infrastrutture civili, compresi gli impianti per il petrolio e il gas». Poi si arriva al passaggio chiave: «Siamo pronti a contribuire agli sforzi appropriati




