
di Beppe Persichella
Bologna, il duro affondo dell’ex presidente della Corte Costituzionale all’incontro al centro Costa: «Dai contrari ribaltamento della verità». L’europarlamentare Gualmini (Azione): «Ho lasciato il Pd anche per questo»
Slegare il testo dal contesto, il contenuto della riforma della giustizia voluta dal governo Meloni dalle conseguenze politiche che una vittoria dei favorevoli potrebbe provocare.
Fatta questa distinzione, non ci sono dubbi per la Sinistra per il Sì: storici esponenti del centrosinistra come Claudio Petruccioli, una vita nel Pci-Pds-Ds fino a diventare presidente della Rai a metà dei 2000, o gli ex parlamentari democratici Giorgio Tonini e Paola Concia, fino a Enzo Bianco, per 15 anni sindaco di Catania e ministro dell’Interno nei governi D’Alema e Amato (1999-2001).
Giuristi, politici e avvocati
Una riforma non «certo perfetta», con un governo che «ha blindato un testo senza che opposizione e nemmeno la maggioranza stessa abbiano potuto apportare modifiche», riconosce il deputato di Italia viva, Roberto Giachetti.
Ma all’incontro organizzato al centro Costa sono tutti convinti che questa riforma solo per un «incidente della storia» è stata portata avanti dalla destra, perché in realtà «fa parte della storia della sinistra», che la «dovrebbe rivendicare». In comune tutti




