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Referendum sulla giustizia, a Torino 5 mila studenti fuorisede al voto come rappresentanti di lista

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Dietro le loro storie c’è anche una macchina organizzativa importante, soprattutto di sinistra: Avs domina la classifica con circa 1.535 rappresentanti di lista a Torino e 1.890 in Piemonte

«Abito in una residenza universitaria e so che alcuni miei colleghi negli ultimi giorni si sono fatti spedire la tessera elettorale da casa, così potranno votare come rappresentanti di lista. Io me l’ero già portata». Vincenzo Bordoni, 24 anni, catanese, studente universitario, è uno dei quasi 5 mila fuorisede torinesi che domenica 22 e lunedì 23 marzo riusciranno a votare al referendum sulla giustizia grazie a un «escamotage»: la nomina come rappresentante di lista.

La sua storia è solo una delle tante che circolano. C’è chi si è fatto spedire la tessera dai genitori, chi l’aveva già con sé e chi, con una certa lungimiranza, l’aveva portata a Torino durante le vacanze di Natale, sperando di poterla usare. Senza tessera, infatti, non si può essere nominati e quindi votare fuori dal proprio comune. Carla Viviani, 33 anni, lavora a Torino ma è originaria di Ragusa, racconta: «Sarei dovuta rientrare in Sicilia, dall’altra parte d’Italia. Non avevo modo di tornare, ma volevo esercitare il mio diritto e per questo ho fatto domanda».

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