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Umberto Bossi e la Liga Veneta, il lutto per la scomparsa del Senatùr: «Perdiamo il guerriero che diede voce al Nord»

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di Silvia Madiotto

Tanti messaggi di cordoglio. Zaia: «Tutto il Paese deve essergli grato». Il governatore Stefani: «Un sognatore, il suo insegnamento vivrà nelle nostre idee»

Un pezzo di storia della Lega Nord, quando Nord era ancora una parola fondamentale nel simbolo di quel movimento federalista che si ispirava a un territorio, a un popolo, ma anche della Liga Veneta. Umberto Bossi è morto a 84 anni e il Veneto lighista piange il suo padre fondatore. Bossi, che in Veneto ha lasciato segni profondi, spesso conditi da polemiche. I comizi a Venezia, sulla Riva degli Schiavoni, rinnegando l’Italia e la bandiera in favore di un’indipendenza nordista. I tanti incontri di piazza in tutto il Veneto, come la manifestazione del 2006 a Vicenza con Berlusconi, nella quale fu duramente contestato il Governo Prodi e venne fischiato l’inno di Mameli. E poi le vacanze estive in Cadore, dove continuava a riunirsi con i compagni di partito, e Lorenzago, luogo di un vertice politico nel 2003 con Giulio Tremonti per discutere di federalismo e riforma del Titolo V della Costituzione. Ma è soprattutto un moto di dolore che unisce tutti gli esponenti storici (e non solo) della Liga.

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