
di Virginia Piccolillo
Il costituzionalista dem: i padri costituenti volevano un modello aperto
Risponde da Lille, in Francia, da un «bellissimo» convegno di costituzionalisti, Stefano Ceccanti.
Voi della Sinistra del Sì non siete allarmati per una riforma che, secondo il No, disarticola la Costituzione virando verso l’autoritarismo?
«Ma no. Non disarticoliamo niente. Anzi. Togliamo l’ultimo pezzo del processo inquisitorio».
Il No dice che la Costituzione non si tocca.
«La Costituzione non solo prevede cambiamenti, ma in questo caso li impone».
In che senso?
«Alla VII disposizione transitoria, si diceva esplicitamente che bisognasse cambiare l’ordinamento giudiziario. Perché era ancora quello vecchio con giudice e accusa dalla stessa parte. I padri costituenti volevano un modello molto più aperto. Allora a fine anni 80 la legge Vassalli introdusse il codice accusatorio. Ma poi ci si accorse che ancora non funzionava e si cambiò l’articolo 111 che prevede un giudice terzo. Passaggi coerenti tra loro e con questa riforma».
Il Csm era uno. Spezzandolo in due, e senza disciplinare, non è indebolito con rischi per autonomia e indipendenza della magistratura?
«Chi ha detto che due organi sono più deboli di uno solo? Se negli Usa ci fosse un’unica Camera invece di due




