
Bologna ricorda il giuslavorista ucciso dalle nuove Brigate Rosse. Il sindaco Lepore: «L’odio cresce e dobbiamo fare in modo che nessuno resti solo»
«Sono tempi molto difficili e pericolosi. È comparsa anche una scritta a Bologna, in via del Pratello, inneggiante alle Brigate Rosse. Il clima non è certo dei migliori e ricorda molto quello di quando mio padre è stato ucciso, e prima di lui Massimo D’Antona nel 1999».
Quindi, più che mai «è necessario e fondamentale che tutta politica si unisca a livello nazionale contro questi pericoli, evitando che questo odio venga cavalcato da qualche estremismo politico». Così Lorenzo Biagi, figlio del giuslavorista ucciso dalle «nuove Br» nel 2002, alla cerimonia a San Lazzaro di Savena in occasione del 24esimo anniversario dell’omicidio di via Valdonica.
«L’odio cresce e abbiamo bisogno di far comprendere quanto Bologna sia stata ferita e abbia perso un padre. Dobbiamo fare in modo che nessuno venga più lasciato solo di fronte all’odio e alla violenza». Lo dice il sindaco di Bologna Matteo Lepore, dopo aver reso omaggio questo pomeriggio alla memoria di Biagi nella tradizionale cerimonia nella piazzetta che ha preso il nome del giuslavorista, a due passi dall’abitazione di via Valdonica




