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Alla Scala i ballerini invitano il pubblico a danzare sul palco

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di Valeria Crippa

È successo al termine di «Minus 16» del coreografo israeliano Ohad Naharin

Un finale sorprendente per la Scala, con spettatori invitati dai danzatori a ballare sul palco, suggella il trittico contemporaneo McGregor/ Maillot/ Naharin, in scena fino al 28 marzo, che mette in luce l’eclettismo del Balletto. Dopo l’elettrico «Chroma» di McGregor, il crepuscolare «Dov’è la luna» di Maillot con Roberto Bolle in versione antidivo, ecco deflagrare nel teatro già all’intervallo, con interventi danzati, il travolgente «Minus 16» del maestro della coreografia israeliana Ohad Naharin. 

Su «Echad mi yodea (il canto delle sedie)», cantato a squarciagola dai bravi danzatori scaligeri, l’energia dirompente della coreografia contagia la platea, empaticamente conquistata dal titolo iconico di Naharin. Però, Mr Gaga (il soprannome gli deriva dal possente linguaggio corporeo da lui inventato) non c’era per il suo debutto alla Scala: unico esponente della danza israeliano esplicitamente critico verso Netanyahu, da due anni non può uscire dalla sua regione in guerra. Stavolta, la bandiera della Palestina non ha sventolato alla Scala.

19 marzo 2026

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