
di Emanuele Buzzi
Il presidente delle Acli: è un voto che può cambiare la Costituzione e una volta modificata è difficile cambiarla nuovamente
“È importante dire di andare a votare. E a mio avviso bisogna votare No, anche se si ha un semplice dubbio. Questo è un voto che può cambiare la Costituzione e una volta modificata è difficile cambiarla nuovamente”: Emiliano Manfredonia, presidente delle Acli (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani), è decisamente convinto sulla sua scelta per il referendum sulla riforma della Giustizia.
“C’è stata una riflessione condivisa al nostro consiglio nazionale, ha prevalso un vasto orientamento e da lì abbiamo contribuito a fondare il Comitato civico per il No”.
Cosa non vi piace della riforma?
“Il metodo e il merito. Non siamo contrari a priori alla separazione delle carriere, ma è un tema serio, che non va affrontato come è stato fatto: i quattro passaggi alla Camera sono avvenuti in fretta e furia, senza dare spazio a possibili modifiche. Il procedimento applicato è l’esatto contrario dello spirito dei padri costituenti, che per i cambiamenti della Carta avevano pensato ad un sistema articolato per favorire la convergenze di una larga maggioranza. La tecnica è sostanza”.
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