
di Monica Guerzoni
Il discorso del Presidente della Repubblica a Salamanca, dove sta tenendo una lectio magistralis: «Cresce l’insofferenza alle regole condivise, in nome di un presunto sovranismo assoluto. Le fondamenta dell’Ue non cederanno a chi vuole smantellarla»
DALLA NOSTRA INVIATA
SALAMANCA (SPAGNA) – «Come scrisse Maria Zambrano «La nostra anima è attraversata da sedimenti di secoli, le radici sono più grandi dei rami che vedono la luce.» In queste fondamenta abbiamo fiducia: non cederanno agli attacchi di quanti vorrebbero smantellare la costruzione europea».
Sergio Mattarella parte da qui, dalle radici dell’Europa, nella lectio magistralis all’Università di Salamanca. Un discorso – tenuto davanti al re di Spagna – in cui ha ribadito l’importanza del multilateralismo, in questo momento messo da parte da scenari di guerra in Medio Oriente e in Ucraina.
«Gli Stati», ha detto il capo dello Stato, «devono astenersi dall’uso della forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualunque Paese. Nel sistema imperialistico delle grandi potenze, la guerra veniva considerata uno strumento legittimo», ma la carta dell’Onu – «un’organizzazione che nasceva per sottrarre ai singoli Stati, non importa quanto potenti, le decisioni fondamentali su pace e sicurezza, immaginando così una nuova stagione del diritto




