di Fausta Chiesa
L’Iran ha colpito Ras Laffan, l’impianto di produzione di Gnl più grande al mondo. Ed è partito il phase out dal gas di Mosca. Dal 25 aprile scatterà il divieto per i contratti a breve termine, dal 17 giugno banditi quelli via gasdotto
Il prezzo del gas in Europa vola a livelli che non si vedevano da tre anni: i futures sul mercato di riferimento, il TTF di Amsterdam, balzano oggi giovedì 19 marzo del 25% e portano le quotazioni verso i 68 euro al megawattora, oltre il doppio dei livelli pre-guerra in Medio Oriente, dopo che missili iraniani ieri, mercoledì 18 marzo, hanno colpito Ras Laffan in Qatar, il più grande impianto di produzione di gas naturale liquegatto al mondo con le navi che arriveranno in Europa solo fino a fine marzo perché erano partite prima dell’inizio del conflitto. «Il mercato – commenta Carlo De Luca, responsabile asset management di Gamma Capital Markets – teme che il danno non sia episodico ma possa tradursi in una carenza prolungata di offerta globale. Il mercato non sta più prezzando solo il rischio Hormuz, ma anche danni fisici reali alle infrastrutture energetiche.
Gas russo, parte




