
di Guido De Franceschi
Poi la numero uno dell’intelligence ritratta: «Lo decide il presidente». E lui «accoglie» i caduti. Ancora critiche agli «alleati» su Truth
Non si spegne il rancore di Donald Trump verso gli «alleati» (le virgolette sono sue) che non hanno risposto «sì» alla sua richiesta di intervenire per garantire alle petroliere un passaggio sicuro attraverso lo stretto di Hormuz. Peraltro, a leggere i suoi post su Truth, Trump non ha bisogno di alleati e neppure di sbloccare lo stretto di Hormuz: «NON CI SERVE L’AIUTO DI NESSUNO», ha scritto due giorni fa, mentre ieri ha minacciato che, quando avrà «finito di occuparsi dello Stato terrorista iraniano», potrebbe lasciare la responsabilità di mantenere sicuro lo Stretto ai suoi sfuggenti «alleati» che lo usano per approvvigionarsi di petrolio e ha poi specificato: «Noi non lo usiamo».
Eppure, anche ieri il presidente ha aperto la sua «giornata social» postando messaggi di critica ai Paesi «alleati». In uno di questi, il Regno Unito, re Carlo sta valutando se sia opportuno andare in visita negli Usa, dove era atteso in aprile, dopo che il «suo» premier Keir Starmer è stato a più riprese bistrattato dal presidente americano, che di




