
di Chiara Maffioletti
La cantautrice risponde alle accuse per il brano provocatorio e il video sexy: «Sono semplicemente me stessa e mi fa arrabbiare che noi donne siamo sempre giudicate»
«Mi vuoi più suora o pornodiva?» si chiede Annalisa nel suo ultimo singolo, già diventato una hit, Canzone estiva. E, nel dubbio, nel video che lo accompagna appare per metà con il velo e per metà in guepiere. Non tutti hanno apprezzato la combo, in diversi hanno parlato di blasfemia e attorno al pezzo si è aperto un dibattito.
Lo aveva messo in conto?
«È stata una scelta usare queste due parole per sollevare un tema e aprire un dibattito. Se avessi detto “casta” e “provocante” l’effetto sarebbe stato diverso. Ho estremizzato il concetto con due definizioni che, io come tante, mi sono sentita attribuire. Non c’è nulla di offensivo nel dire suora o pornodiva, sono due estremi — di eleganza uno e di spudoratezza l’altro — citati con grande rispetto. Ho usato il termine pornodiva e non quello meno edulcorato che si sentono dire molte».
Si è sentita definita così in passato da qualcuno?
«Sì, io come tante credo. C’è chi vorrebbe le donne disinibite a



