
Con i prezzi più bassi oltreconfine, molti automobilisti fanno il pieno all’estero: è il turismo del carburante, che sposta consumi e gettito da un Paese all’altro. La mossa del governo di Fico e le scelte nell’est Europa
La Slovacchia valuta un rincaro selettivo del diesel: a pagare di più potrebbero essere soltanto gli automobilisti stranieri. È l’ipotesi allo studio del governo di Bratislava per frenare il cosiddetto turismo del carburante, cresciuto in questi ultimi giorni nelle aree di confine. Lo stesso tipo di turismo per il carburante si sta verificando al confine tra Italia e Slovenia, perché a Lubiana costa circa mezzo euro in meno e ciò sta alimentando un importante afflusso di camionisti per spuntare condizioni più vantaggiose nei rifornimenti (ne abbiamo scritto qui).
La scelta di Bratislava
A confermare la scelta di Bratislava è il primo ministro Robert Fico, che ha collegato la misura all’aumento degli acquisti registrato nelle zone settentrionali del Paese, lungo la frontiera con la Polonia. Secondo quanto riferito dal premier, i vertici di Slovnaft, la raffineria che fa capo al gruppo ungherese Mol, hanno segnalato al governo un incremento della domanda di diesel sul lato slovacco del confine, favorito dai prezzi più convenienti rispetto a



