Zelensky ha messo a disposizione degli americani circa 200 esperti di droni per aiutare l’offensiva degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran e aiutare, soprattutto, la difesa di tutta la zona che viene colpita dalle rappresaglie iraniane.
Questa notizia è interessante per tante ragioni. Intanto ci ricorda quanto l’Ucraina è diventata una potenza nella tecnologia della sicurezza, della difesa. È un Paese che ha ormai un’industria molto avanzata nei droni per la difesa. E quindi, nonostante sia un paese sotto attacco in guerra, che deve pensare soprattutto a proteggersi dall’offensiva della Russia, l’Ucraina riesce comunque a fornire un aiuto a Stati Uniti e Israele nell’altro conflitto, quello del Medioriente.
È una mossa che ha anche una valenza tattica, politica; Zelensky in questo modo vuole accumulare dei crediti nei confronti dell’amministrazione Trump e spera che questi poi gli servano in futuro, al tavolo del negoziato con la Russia che per il momento sembra completamente impantanato.
È anche però – da parte di Zelensky – una scelta di campo che corrisponde al fatto che si stanno delineando di nuovo due schieramenti molto precisi: cioè nella guerra in Iran rinasce il cosiddetto asse della Resistenza, l’asse anti occidentale.
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