di Leonard Berberi
Con il cherosene raddoppiato in pochi giorni, Sas ha deciso di tagliare mille voli ad aprile, mentre i grandi vettori Usa pagano (ciascuno) 400 milioni di dollari in più a marzo. Ecco cosa succede
Alaska Airlines si rifornisce a Singapore quando fa sosta, perché lì il cherosene costa meno che lungo la costa occidentale degli Stati Uniti. Scandinavian Airlines taglia mille voli ad aprile. Delta Airlines, American Airlines e United Airlines, a marzo, hanno sborsato ciascuno 400 milioni di dollari in più per il carburante. Sullo sfondo, le aviolinee ritoccano al rialzo la tariffa media per assorbire il balzo della bolletta energetica e riducono i collegamenti sulle direttrici non redditizie.
Il lavoro sulla programmazione
A nemmeno tre settimane dall’inizio del conflitto in Medio Oriente e con il prezzo del jet fuel quasi raddoppiato rispetto a fine febbraio, le compagnie pagano già il conto e prendono le contromisure. Ma gli interventi maggiori arriveranno nelle prossime settimane, avvertono gli addetti ai lavori, perché centinaia di vettori stanno rimettendo mano alla loro programmazione, anche estiva, con conseguenze che potrebbero essere spiacevoli per chi inizia a programmare le sue vacanze.
Il balzo del cherosene
Il carburante rappresenta



