di Francesca Gambarini
Il presidente Claudio Luti: «Non fermiamo i piani». L’azienda milanese di arredo punta su retail (in Ue, Africa, America Latina) e allarga la gamma (con nuovi designer). Fatturato stabile
Quando fioriscono le magnolie nel giardino di Noviglio, alle porte del capoluogo lombardo, vuol dire che il Salone del Mobile si sta avvicinando. La famiglia Luti lo sa bene. Da tre generazioni guida Kartell, azienda con quasi 80 anni di storia nel design e arredo che ha fatto del suo essere «made in Milano», una firma e un’identità precise, riconoscibili e amate in tutto il mondo.
Così, anche quest’anno già fervono i preparativi: sedute, divani, illuminazione, tavoli, oggettistica per la tavola, tutte le novità del catalogo e della visione per il 2026 di Kartell «Make yourself at home» («Sentitevi a casa»), saranno presentate tra poche settimane al padiglione 22 a Rho Fiera. L’appuntamento più atteso dell’anno per tutto il settore rischia però di accusare il colpo degli ultimi disordini mondiali, con alcuni dei mercati oggi più promettenti, come Emirati e Arabia Saudita, bloccati dalla guerra. «Speriamo che la situazione si tranquillizzi, siamo fiduciosi che i nostri buyer possano arrivare anche quest’anno — dice il presidente



