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Grimaldi (Avs) tra referendum e il futuro di Torino: «Noi cresciamo, siamo pronti a guidare l’alternativa»

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di Paolo Coccorese

Il vicecapogruppo AVS tra referendum e scenari 2027: «Più giovani al voto, basta industria in crisi e città militarizzate». Da Mirafiori ad Askatasuna, la linea della sinistra: «Lavoro, spazi pubblici e alternativa a Meloni»

Parlamento fermo per referendum, Marco Grimaldi in questi giorni è a Torino. Vicecapogruppo dell’Alleanza Verdi Sinistra, kefiah ben in vista, a suo agio tra cortei — da Free Palestine ad Askatasuna — e sempre pronto al duello, in tivvù come alla Zanzara, si divide tra famiglia, la figlia da portare a scuola, un evento Cgil e le ambizioni da leader nazionale. «Sotto pressione? Figurarsi: siamo abituati alle posizioni scomode, da Gaza agli scontri con Piantedosi sull’imam di San Salvario. La nostra non è una bolla. Ieri sera al Cecchi Point, all’assemblea per il concerto-manifestazione No Kings, eravamo in tanti. In Aurora, altro che Ztl».

In forcing per il referendum?
«Mi lasci ringraziare i rappresentanti di lista: molti hanno ceduto il posto ai fuorisede. Studenti che la premier Meloni non voleva far votare e che, invece, grazie alla nostra campagna, in 1.500 diranno no a questa riforma».

Venerdì, il segretario Nicola Fratoianni chiuderà, come alle Europee, la campagna elettorale a

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