
di Francesco Battistini e Guido Olimpio
A volte, come in Bahrein, le accuse di spionaggio servono a colpire gli oppositori o mettere sotto torchio gli sciiti. I processi sono per direttissima, e per molti casi c’è la pena di morte. Teheran, intanto, arresta centinaia di «seminatori di morte» sospettati di collusione con Cia e Mossad
Le scuole a Dubai sono chiuse. «Meglio così». Perché? «Non voglio che in classe guardino male i miei figli». Non succede, ma potrebbe: ci sono 150 mila iraniani che studiano, lavorano, vivono e sospirano negli Emirati arabi. Gente qui da anni. E non è un marzo facile: «Non avrei mai pensato di trovarmi in una situazione simile», dice Babak, 42 anni, mentre inforca lo stufato al melograno d’un farsi restaurant, uno dei pochi aperti.
Iran, le ultime notizie sulla guerra, in diretta
«Bombardato dall’Iran. Con la preoccupazione per mia madre e i miei fratelli in Iran. Coi vicini che m’osservano sospettosi. Col governo che sta pensando di congelare i nostri beni. Con la stampa che ogni giorno parla di spie iraniane arrestate. In tre settimane, son precipitato in un’altra vita». Droni e spioni Tra Dubai e Teheran, a febbraio, c’erano




