
di Claudio Bozza, inviato
Quasi duemila giovani al dibattito alla Federico II con l’ex premier, che ebbe l’ex ministro come «studente». Prima il siparietto, poi scontro sulla giustizia
DAL NOSTRO INVIATO
NAPOLI – «Buongiorno Beppe!». «Ciao Gennaro, come stai? A suo tempo lo avevamo pure promosso, ma ora mi sa che ti boccio…», risponde l’ex premier sorridendo ai presenti. Nell’ufficio del rettore della Federico II è imperdibile il siparietto, prima del duello sul referendum, tra Gennaro Sangiuliano e Giuseppe Conte, che una quindicina di anni fa ebbe come “studente” l’ex ministro, promosso a pieni voti. I due (politicamente) si detestano, ma hanno un rapporto umano di lunga data, complice anche il passato al fianco di Guido Alpa, giurista e mentore del futuro premier.
Alla prestigiosa università, la più antica d’Europa e dove si sono laureati tre presidenti della Repubblica, ci sono quasi duemila studenti che vogliono assistere al dibattito sulla riforma della giustizia. Un successo oltre ogni previsione. E una ghiotta occasione sia per Conte, alfiere del No, sia per Sangiuliano, strenuo sostenitore del Sì, per provare a conquistare il voto di tanti giovani al referendum di domenica e lunedì prossimi.
Ma dopo i convenevoli, il



