
Le FAQ AgCom fanno chiarezza su beneficenza, regali e branded content: pubblicità sempre riconoscibile, stretta su minori e contenuti sensibili
Basta taggare un brand per essere in regola? No. Se ricevo un prodotto gratis devo dirlo? Sì, quasi sempre. Posso usare “in collaborazione con”? Non basta. Sono alcune delle domande più frequenti e più rischiose per chi lavora sui social. A rispondere, ora, è l’AgCom, che con una lunga serie di FAQ mette ordine in un mercato cresciuto più velocemente delle regole e che oggi in Italia vale circa 370 milioni di euro. Il messaggio è molto chiaro: la pubblicità deve essere riconoscibile subito, senza ambiguità. Chi sbaglia, paga caro. Le sanzioni possono arrivare fino a 600mila euro nei casi più gravi, soprattutto quando entrano in gioco i minori.
Chi è davvero un influencer per l’AgCom e chi sono gli influencer rilevanti
Il primo punto chiarito dall’Autorità è la definizione. È influencer chi crea o seleziona contenuti online, ne controlla le scelte editoriali e ottiene un vantaggio economico, diretto o indiretto. Non serve un bonifico: basta un regalo, uno sconto, un viaggio o un servizio gratuito. L’influencer non coincide più solo con campagne strutturate, ma comprende qualsiasi scambio di



