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Russia alla Biennale di Venezia, l’intrigo internazionale e le carte al setaccio. La Fondazione: «Norme rispettate»

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di Sara D’Ascenzo

Il ministero studia la «difesa» della fondazione. Il nodo: la cultura è sottoposta a sanzioni Ue?

«Nessuna norma è stata violata. Le sanzioni verso la Federazione Russa sono state rispettate integralmente come da nostro dovere». Quattro giorni dopo la richiesta ufficiale del ministero della Cultura, martedì mattina, poco prima delle dieci, la Biennale ha inviato a via del Collegio Romano la documentazione relativa alla partecipazione della Federazione Russa alla prossima Biennale d’Arte, che si inaugura a Venezia nel giorno più sacro per la Russia contemporanea, quello della Vittoria sul Nazismo: il 9 maggio. Se dopo quattro anni di guerra all’Ucraina, gravata di sanzioni internazionali, la nazione guidata da Vladimir Putin potrà festeggiare la riammissione in un contesto internazionale passando dalla porta (larga) dell’arte, è ancora presto per dirlo. Ora la parola spetta al MiC, che già da martedì ha cominciato a passare al setaccio mail e corrispondenza che aveva chiesto ufficialmente venerdì 13 marzo (giorno tradizionalmente poco fausto).

La lente sulle carte

Al vaglio dei tecnici del ministero c’è lo scambio tra la fondazione veneziana e i delegati per l’organizzazione del Padiglione, a cominciare da Smart Art, la società della commissaria del Padiglione, Anastasia Karneva,

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