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Ai Docks di Torino lo chef che trasforma ingredienti dimenticati in piatti gourmet

Ai Docks Dora di Torino c’era un tempo in cui si veniva per locali improvvisati, serate alternative, letture, concerti. Oggi quella zona è cambiata, ma non ha perso la sua anima postindustriale: mattoni rossi, grandi vetrate, capannoni del 1912 nati come snodo merci verso Milano e, soprattutto, una nuova vitalità fatta di studi creativi, gallerie e botteghe. Tra queste, accanto al negozio di arredi nordici STØV, è nato AL, il ristorante di Alberto Fluttero, classe 1987, formazione Alma e un percorso che passa per la cucina POP di D’O, la scuola classica di Le Gavroche, il lusso del The Langham London e l’esperienza al Mere di Monica Galetti.

Ai Docks di Torino lo chef che trasforma ingredienti dimenticati in piatti gourmet

Il Ristorante AL si trova ai Docks Dora di Torino e conserva un’anima postindustriale AL: fine dining postindustriale

Aperto a metà gennaio, AL è una delle novità più osservate della città. Sin dai primi giorni, il ristorante è sempre pieno: trovare un tavolo all’ultimo è quasi impossibile e le liste d’attesa si allungano. È l’effetto di una curiosità autentica verso un fine dining che porta ai Docks un’identità nuova. Lo abbiamo provato a pranzo, scegliendo tra le proposte del giorno e alcuni piatti del menu degustazione, un’occasione utile per cogliere il lavoro della cucina

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