
di Vito Fatiguso
Il piano industriale prevede il dimezzamento dei dipendeti dagli attuali 1.850 a 917 entro il triennio. Prevista la cessione degli stabilimenti di Ginosa, Matera-La Martella e Jesce 2
Riprendere al più presto il dialogo per siglare un accordo che riesca a evitare la deriva delle relazioni industriali (e del futuro aziendale). Perché i numeri del gruppo, leader nella produzione di divani, impongono un rapido cambiamento. Tra la Natuzzi di Santeramo e i sindacati è notte fonda e i tentativi di arrivare alla risoluzione della vertenza sono nelle mani delle istituzioni (ministero delle Imprese e del Made in Italy e Regione Puglia).
Nel corso del tavolo di Roma, saltato per la distanza tra le parti, è stato lo stesso management a scoprire le carte. Nella discussione è emerso un numero che ha fatto gelare il sangue dei presenti: la Natuzzi, «senza correttivi, perde 3 milioni al mese» e la presenza di un mercato instabile (influenzato dalle guerre e dall’impennata dei costi di trasporto e materie prime) spinge i conti verso incertezze ben più pesanti. Sul tappeto c’è il piano industriale 2026-28 che, seppure mai ufficializzato, guida la multinazionale su strade già battute.
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