
di Andreina Baccaro
Guido Magnisi, noto penalista del Foro bolognese, convintamente schierato per il Sì al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo. «Il pm resterà libero, nessun controllo dell’esecutivo. Mi stupisce questo fronte compatto tra magistratura e sinistra»
L’avvocato Guido Magnisi, decano dei penalisti bolognesi, difensore storico di vip e politici, da Vasco Rossi a Giorgio Guazzaloca, domenica voterà convintamente per il Sì.
Avvocato, alla fine di questa campagna referendaria, un giudizio su come è andata?
«Devo dire che mi ha veramente stupito. Una tale violenza argomentativa non me l’aspettavo e mi sembra che i sostenitori del No vivano una distopia su un eventuale futuro apocalittico in caso di vittoria dei Sì. In realtà la legge è moto chiara e porta a compimento un percorso storico che parte dal dopoguerra, dalla Carta costituzionale e arriva al nuovo Codice Vassalli-Pisapia, passando dalla riforma del giusto processo, dell’articolo 111 della Costituzione. Questa legge era un percorso obbligato per avere un processo tra parti uguali, in cui la prova si forma nel contraddittorio, davanti a un giudice terzo e imparziale. Tutti principi che sono già nella Carta, mi stupisce che ci sia un fronte così pieno d’ardore e compatto tra




