
di Andrea Nicastro, da Gerusalemme
Esulta Netanyahu: ora il popolo può abbattere gli ayatollah. Il giallo di Mojtaba Khamenei mentre continuano i raid nel Golfo
Dimenticate le petroliere ferme nello stretto di Hormuz, gli europei che non aiutano e l’inflazione che alza la testa, un altro capo dei capi della Repubblica islamica è stato eliminato. Le cronache di guerra oscillano come i grafici di Borsa e oggi sul fronte israelo-americano regna l’ottimismo. Il governo di Gerusalemme ha dato licenza di uccidere alle forze armate. Non hanno più il dovere di attendere il via libera delle catene di comando militari e politiche.
Appena i servizi segreti individuano una traccia che può portare alle figure di spicco di Iran e della milizia sua alleata di Hezbollah, possono procedere. Missili, bombe, ogni arma è consentita. Importante è decapitare il nemico.
Nel mirino
Nel giorno 18 di guerra preventiva contro l’Iran e i suoi sodali, Israele si intesta la morte di Ali Larijani, presidente del Consiglio di Sicurezza nazionale iraniano, secondo molti l’uomo chiave del Paese dalla morte della Guida suprema Ali Khamenei.
Larijani era sceso in piazza sabato al corteo per la «liberazione di Gerusalemme». Mentre la tv statale




