
di Thomas Bendinelli
La guerra in Medio Oriente sta causando uno choc sui prezzi. Forte preoccupazione delle imprese
La guerra scatenata da Israele e Stati Uniti contro l’Iran – oltre a migliaia di morti e centinaia di migliaia di sfollati – sta causando un importante choc sul fronte dell’energia e delle materie prime. Regna l’incertezza assoluta sui tempi del conflitto, sulla possibile chiusura dello Stretto di Hormuz, sulle ricadute che tutto questo potrà avere nelle prossime settimane e nei prossimi mesi su prezzi, logistica, approvvigionamento e continuità delle forniture industriali. Una situazione che viene osservata con crescente preoccupazione anche dal sistema produttivo bresciano, particolarmente esposto alle oscillazioni dei costi energetici e delle materie prime.
I dati elaborati dal centro studi di Confindustria Brescia sono piuttosto indicativi del clima che si respira nelle imprese del territorio. Il Crb Index, ad esempio, indice internazionale che misura l’andamento dei prezzi di un paniere diversificato di 19 materie prime, dal 27 febbraio – giorno precedente all’inizio del conflitto – al 16 marzo è cresciuto del 18%.
Un incremento molto rapido, maturato in poco più di due settimane, che fotografa bene la tensione dei mercati internazionali e la reazione immediata




