
di Federico Nicoletti
Le reazioni al progetto indirizzato alla Regione per ridurre il divario con i salari europei: «Le aziende preparino i piani per il personale»
«Sono convinto che sia una proposta efficace per frenare la fuga dei giovani all’estero. Siamo sulla strada giusta». Nerio Della Vecchia, presidente delle imprese meccaniche di Confartigianato Veneto, va dritto al punto, sul progetto delle Borse d’impiego, presentato venerdì a Padova da un gruppo d’imprenditori, manager ed economisti, per frenare l’emorragia verso l’estero dei giovani laureati dal Veneto.
In sostanza l’idea punta ad una legge regionale che leghi a un patto tra neo-assunti e impresa, intorno ad obiettivi di crescita professionale da raggiungere nei primi anni, un’integrazione al primo stipendio di 4-500 euro al mese, per ridurre il gap medio di 800 euro tra i salari italiani e quelli europei. Un progetto da finanziare con fondi di Regione, fondazioni bancarie ed enti bilaterali, in una soluzione provvisoria che funzioni da volano per avviare questi contratti per neoassunti.
«Difficoltà ad attrarre giovani»
Della Vecchia a Schio, nel Vicentino, guida un’azienda di automazioni industriali, cuore meccatronico degli impianti industriali, con 30 dipendenti che vanno dai cablatori agli ingegneri (donne comprese). «Riusciamo ad attrarre i




