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Un italiano su quattro non adotta un cane o un gatto per questioni economiche. «Lo Stato intervenga, avere animali non sia privilegio da ricchi»

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di Alessandro Sala

Presentato il rapporto Lav sul valore economico e sociale della convivenza tra persone e animali. Gli anziani starebbero meglio e lo Stato risparmierebbe 4 miliardi. L’aumento delle adozioni porterebbe una riduzione di costi per la gestione dei canili

L’affetto di un animale domestico non può essere un beneficio solo per chi se lo può permettere. Nell’Italia di oggi, però, la realtà è questa. I costi di mantenimento di un animale d’affezione possono essere molto cari per le persone a basso reddito, soprattutto se alle spese ordinarie – cibo, accessori di base, lettiere per i mici, visite ordinarie dal veterinario – si aggiungono spese sanitarie impreviste per effetto di malattie o incidenti. E la conseguenza è quella che il Rapporto Italia 2025 di Eurispes certifica in due numeri: il 23% delle persone, vale a dire quasi un italiano su quattro, rinuncia ad accogliere un nuovo animale per timore dei costi; e il 10% di chi aveva cani o gatti ha dovuto separarsene proprio per ragioni economiche. 

Ua vera e propria ingiustizia sociale in un’epoca come quella in cui viviamo in cui gli animali d’affezione sono considerati membri a tutti gli effetti delle famiglie. Per questo da Lav,

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