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Naming e copyright – Ferrari Luce: Mazda blocca Maranello? Il Cavallino smentisce: “Siamo titolari del marchio”

imageGli esperti: un labirinto in cui districarsi

Annamaria Testa (saggista, fra i massimi esperti di comunicazione e branding) parla di un “problema molto serio, più complicato di quanto paia, con regole severissime. In un mercato globale, un nome non è solo un’etichetta, ma un asset strategico che racchiude l’identità e la promessa di un brand: la parola d’ordine è evitare la confusione, non solo nel mondo delle auto. Lo stesso accade in tutte le decine di settori merceologici, dal detersivo alle caramelle, e in tutte le sottoclassi: un tema ingarbugliatissimo, sul quale si fanno ricerche che durano mesi. Non si può usare il nome ‘Luce’ per le auto, ma per le calzature sportive è ammesso, se nessuno lo ha già utilizzato e se non c’è possibile confusione con marchi assonanti”.

“Il caso Mazda dimostra come il fatto che un’auto sia stata prodotta costituisce un precedente, anche se un modello è fuori produzione da decenni. Può darsi che Ferrari non abbia pensato che il nome fosse coperto, perché per anni la Casa giapponese non ha rinnovato il brevetto del nome ‘Luce’, trascurando l’utilizzo del nome fatto in precedenza dalla Mazda”.

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