
di Sara Gandolfi
Le nuove minacce. «Credo che avrò l’onore di prendere Cuba», ha detto il presidente americano lunedì sera ai giornalisti.
Donald Trump è tornato a minacciare l’intervento a Cuba, nello stesso giorno in cui l’isola caraibica ha sofferto l’ennesimo blackout totale, il terzo in quattro mesi, e anche un terremoto di magnitudo 5,8 al largo delle sue coste. «Credo che avrò l’onore di prendere Cuba», ha detto il presidente americano lunedì sera ai giornalisti.
«Prendere Cuba. Voglio dire, che la liberi o la prenda, penso di poterci fare tutto quello che voglio. È una nazione molto indebolita in questo momento». Soltanto il giorno prima, il tycoon aveva affermato che «molto presto o stringeremo un accordo, o faremo tutto ciò che dobbiamo fare», lasciando quindi sempre aperta l’ipotesi di un’azione militare.
Secondo indiscrezioni del New York Times, Trump sarebbe in realtà disponibile ad un accordo con il regime comunista, lasciando quindi intatta la struttura di potere, così come ha fatto a Caracas con il governo oggi guidato da Delcy Rodriguez, ex numero due del dittatore Nicolas Maduro, ma pretende la testa del presidente Miguel Diaz-Canel.
Lunedì dall’Avana è arrivata la prima storica concessione del governo




