
di Francesca Basso
Il vicepremier: non vogliamo infilarci in una guerra. E auspica il potenziamento dell’impegno dell’Unione nel Mar Rosso. «Ma devono partecipare tutti gli Stati, non soltanto noi»
Iran e Ucraina, l’Italia fa quadrato con l’Unione europea. Roma questa volta non può seguire gli Stati Uniti di Donald Trump. E forse nutre anche qualche dubbio sull’entusiasmo del segretario generale della Nato Mark Rutte nei confronti di «Daddy».
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha spiegato in modo chiaro a Bruxelles la posizione di Roma: «La decisione è che le missioni Atlanta e Aspides rimangono con il mandato che hanno. L’auspicio è che si possa rinforzare la presenza di navi militari nel Mar Rosso per aumentare il numero delle fregate che sono già impegnate per garantire la sicurezza del trasporto marittimo attraverso Suez e il Mar Rosso. Senza però cambiare il mandato, quindi senza andare a Hormuz per svolgere operazioni di accompagnamento di petroliere che devono attraversare lo Stretto».
Insomma, «la missione rimane quella che è» con buona pace di Trump che ha detto che «è giusto che coloro che beneficiano dello Stretto di Hormuz contribuiscano a garantire che non accada nulla di male». Ma come ha




