Home / Motori / Guerra in Iran – Cosa rischia lauto se a Hormuz si ferma anche lalluminio?

Guerra in Iran – Cosa rischia lauto se a Hormuz si ferma anche lalluminio?

imageIl caso dell’alluminio

“Anche prima dello scoppio della guerra in Medio Oriente, l’automotive deteneva saldamente la non invidiabile prima posizione tra le industrie più ‘disrupted’”, esordisce Duse, secondo il quale “l’aumento del prezzo dell’energia e, in particolare, del petrolio (Brent salito di oltre il 15% in pochi giorni), in generale non aiuta un mercato dell’auto già stagnante”.

Tuttavia, l’esperto va oltre, ponendo l’accento su un caso finora poco affrontato nel più ampio dibattito sugli effetti dell’escalation per materie prime cruciali come il greggio e il gas. Infatti, la chiusura dello Stretto di Hormuz “potrebbe causare anche tensioni nelle catene di approvvigionamento: per esempio, più del 20% dell’alluminio diretto verso gli Stati Uniti transita da lì, per cui una chiusura protratta potrebbe causare interruzioni delle forniture simili a quelle già sperimentate dall’industria con la carenza dei chip (con impatti molto più severi e duraturi) e con il blocco, per fortuna limitato, dello Stretto di Suez”.

E tutto ciò riguarderebbe “un metallo utilizzato in una molteplicità di componenti e che rappresenta complessivamente circa il 15% del peso di un’automobile moderna (quota in aumento, anche per compensare la crescita di peso legata all’elettrificazione)”.

Continua a leggere questo articolo qui