Listini a rischio rincari
Zirpoli delinea poi uno scenario dalle ampie conseguenze anche per gli automobilisti, che rischiano di assistere a ulteriori rincari dei listini, come avvenuto proprio negli anni post-pandemia. “Senza un’accelerazione decisa nello sviluppo delle filiere dell’elettrico, dell’elettronica e del software, l’Ue si trova esposta a una doppia pressione. La prima – avverte il docente dell’ateneo veneziano – è di breve periodo: l’aumento dei costi della componentistica e dell’energia si traduce in prezzi più elevati e, in presenza di colli di bottiglia nelle forniture, nella scelta da parte dei produttori di privilegiare i modelli di fascia alta.
È quanto accaduto durante la pandemia, quando la scarsità di chip spinse a destinarli ai veicoli a maggior valore aggiunto, con una conseguente riduzione dei volumi produttivi e un aumento dei prezzi. Una dinamica analoga oggi colpirebbe i lavoratori e la catena di fornitura sul fronte dei volumi, e i consumatori su quello dei prezzi”.
In altre parole, l’eventuale prolungamento del conflitto oltre le quattro-cinque settimane indicate dal presidente degli Usa, Donald Trump, potrebbe causare danni alle tasche dei consumatori nel giro di pochissimi mesi.




