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Dubai, perché ci andavano gli italiani? Meno tasse, stipendi più alti, sole e sicurezza. Ma adesso cosa succede?

di Redazione Economia

Molti italiani si sono trasferiti a Dubai per lavoro. E l’hub di Emirates ha trainato il turismo. Il boom degli imprenditori tech e la normativa per le criptovalute

Negli ultimi anni Dubai è diventata una calamita per professionisti, imprenditori e famiglie italiane. Non solo influencer e star dei social: sempre più manager, consulenti, startupper e lavoratori qualificati guardano all’emirato come a una piattaforma globale dove fare carriera e – soprattutto – tenere una fetta più ampia del proprio reddito. Ma perché questa corsa verso il Golfo? Le ragioni sono almeno tre: fiscalità favorevole, stipendi competitivi e un livello di sicurezza percepito come molto elevato. Ecco perché ora c’è una folta comunità terrorizzata da quello che sta avvenendo. La risposta iraniana era prevedibile, ma le immagini dei droni e degli incendi nei grattacieli emiratini preoccupano eccome.

Tasse leggere (e burocrazia snella)

Il primo richiamo per chi è andato a vivere lì negli ultimi anni è fiscale. Negli Emirati Arabi Uniti non esiste un’imposta sul reddito delle persone fisiche: lo stipendio pattuito è, di fatto, netto. Dal 2023 è stata introdotta una corporate tax del 9% sugli utili aziendali sopra una certa soglia, ma resta tra

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