di Leonard Berberi
Ogni giorno 140 mila persone fanno scalo a Dubai, Doha e Abu Dhabi con le tre compagnie mediorientali. Che, grazie alla posizione geografica, offrono connessioni veloci con un prodotto di lusso
Con i loro aerei nuovi e i prodotti di lusso, i capitali pubblici per avviare le operazioni, le connessioni rapide negli hub aeroportuali e una posizione geografica che consente di raggiungere i due terzi della della popolazione mondiale in otto ore di volo — il che significa che basta uno scalo per atterrare dall’altra parte del pianeta — non è difficile comprendere il successo dei gioielli aeronautici del Medio Oriente: Emirates, Qatar Airways ed Etihad Airways.
Le conseguenze
Vettori che negli anni hanno costantemente drenato traffico ai rivali europei, asiatici e nordamericani, tanto da far transitare ogni giorno 140 mila persone a Dubai, Doha e Abu Dhabi, esclusi coloro la cui destinazione finale è una di queste città. E non è un caso se la tensione in Medio Oriente — con la chiusura dei cieli e il blocco dei movimenti — si è presto trasformata in una delle più significative interruzioni del trasporto aereo su scala globale.
Il ruolo delle




