
di Alessandro Sala
I dati dell’Unodc rilanciati dal Wwf nella giornata che celebra la fauna e la flora selvatica. Ma la biodiversità è minacciata in tutto il mondo. Al via oggi la task force italiana contro il bracconaggio
Sono più di 4 mila le specie animali e vegetali vittime del commercio illegale nel mondo, stando ai dati raccolti dall’Unodc, l’ufficio delle Nazioni Unite che si occupa di lotta alla droga e alla criminalità internazionale. E i reati contro la natura sono tra i più frequenti, perché consentono forti guadagni a fronte di rischi minimi, soprattutto in termini di eventuali condanne. Il dato è evidenziato dal Wwf nel suo report «Crimini di natura», che viene pubblicato in occasione del World Wildlife Day, la giornata mondiale della fauna e della flora selvatiche, che si celebra ogni anno il 3 marzo.
Lo studio analizza l’espansione globale dei crimini ambientali e il loro impatto crescente su ecosistemi, clima, economie e comunità. Queste attività illegali sono corresponsabili del declino degli ecosistemi e della scomparsa di specie tanto quanto i modelli economici basati sullo sfruttamento non sostenibile delle risorse e i cambiamenti climatici, strettamente collegati ai precedenti.
Sul fronte criminale il saccheggio




