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Alberto Vacchi (Ima): da soli non si va avanti, faremo altre acquisizioni, per poi cercare un alleato alla pari

di Dario Di Vico

Il numero uno del «packaging» ha appena annunciato di aver preso il controllo dell’irlandese Prosys. Il presidente e ceo conferma la rotta sull’M&A, soprattutto nel settore farmaceutico. Fino al «big deal». Perché «decisivo è creare una forte leadership unendoci a un gruppo europeo o italiano». È la lezione del Rapporto Draghi applicata alle imprese

Per le nostre multinazionali tascabili è decisivo il momento del «lascia o raddoppia». Comprare il concorrente diretto oppure decidere di vendere e lasciare il campo. Molte volte, troppe, le italiane hanno deciso di mollare perciò storie come quelle della bolognese Ima (leader mondiale nelle macchine per il packaging, oltre 2,3 miliardi di ricavi 2024, l’88% all’estero) hanno doppio valore. La guida un ingegnere, Alberto Vacchi, che nel 2016 aveva provato a candidarsi e sarebbe stato un buon presidente di Confindustria. Vacchi ha scelto di raddoppiare e ha delineato un percorso originale per aumentare la taglia. Uscire dalla Borsa per crescere. Intanto si scalda portando a casa acquisizioni intermedie come quella della irlandese Prosys, annunciata pochi giorni fa. Ma vediamo direttamente con lui a che punto è la sua strategia e come si comporta nella stagione dei dazi una multinazionale

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