di Edoardo De Biasi
Una raffica di investiture per una popolazione di nuovi «numeri uno» che hanno in media 54 anni. L’80% è alla prima esperienza, due terzi non è mai stato in un board
Parafrasando un famoso film scritto e diretto dai fratelli Joel ed Ethan Coen non è azzardato dire che l’Italia non è un Paese per giovani. Soprattutto se si parla di stipendi e amministratori delegati. Molti dei nostri giovani sono costretti a trasferirsi all’estero per trovare una retribuzione adeguata ai loro studi e capacità.
Per quelli che decidono di rimanere la situazione non è rosea. Secondo un report Almalaurea pubblicato nel 2025, riferito ai dati dell’anno precedente, lo stipendio minimo di un laureato triennale a un anno dal conseguimento del titolo è di 1.492 euro mentre quello di un laureato magistrale corrisponde a 1.488 euro. Le cose migliorano dopo cinque anni. La retribuzione minima di un laureato triennale ammonta a 1.770 euro nette mentre per chi ha conseguito un dottorato magistrale corrisponde a 1.847 euro.
I nostri numeri e il ricambio epocale negli Usa
I giovani che lavorano nel Nord Italia guadagnano circa 375 euro in più rispetto a quelli del Sud. Ma chi




