Dove sono? Chi devo diventare? L’intero sviluppo del cervello potrebbe basarsi su queste – semplici, ma solo dal punto di vista biologico – domande. Lo ipotizza uno studio pubblicato su Neuron, che ha provato a rispondere a un dilemma impossibile: secondo quali regole il cervello si organizza a partire da una singola cellula, fino ai 170 miliardi di cellule di un cervello umano adulto? In base all’analisi, il criterio potrebbe essere sorprendentemente… facile, e non così dissimile da quello che seguono le generazioni della nostra specie, quando decidono dove abitare.
La chimica non basta
La ricerca è stata condotta da un gruppo di scienziati del Cold Spring Harbor Laboratory di New York in collaborazione con l’Università di Harvard e il Politecnico Federale di Zurigo (ETH Zurigo). A raccontare il “problema” di partenza è Stan Kerstjen, neurobiologo computazionale e primo autore dello studio: «Le sole cose che una cellula “vede” sono se stessa e le sue vicine. Ma il suo destino dipende da dove si colloca: una cellula nel posto sbagliato diventa una cosa sbagliata, e il cervello non si sviluppa correttamente».
I modelli tradizionali prevedono che le cellule del cervello si scambino informazioni su




