di Alessandra Puato
Malgrado lo scenario incerto si mira anche quest’anno a un aumento delle esportazioni, dice Alessandro Terzulli, capo economista della controllata del Tesoro che ha presentato le 16 destinazioni strategiche. L’impatto del conflitto in Medio Oriente? «Dipende dalla durata»
Le nuove rotte del commercio? «India, Brasile e Marocco. Sono tre mercati da tenere d’occhio quest’anno per l’export, hanno parecchie potenzialità da esprimere», dice Alessandro Terzulli, capo economista di Sace. Si affiancano a mete come Singapore e Vietnam. Fra i settori favoriti: «La meccanica strumentale, l’agroalimentare, le apparecchiature elettriche e i componenti dei mezzi di trasporto come navi e aerei e treni». In ogni caso e malgrado i dazi, l’export italiano non si è fermato.
Lo dice Sace che il 26 febbraio ha presentato la Mappa dell’export 2026 (consultabile sul sito di Sace). Indica i 16 Paesi strategici per le esportazioni, è la guida per le aziende italiane redatta come ogni anno dal gruppo assicurativo-finanziario controllato dal Tesoro, che supporta l’export del made in Italy. «L’obiettivo è aiutare le imprese a muoversi con consapevolezza, in uno scenario ancora incerto — dice Terzulli — . Serve una bussola, benché le aziende italiane stiano mostrando elasticità. È come




