
di Guido Olimpio
Nella gerarchia in Iran era già numero due ed aveva tutte le caratteristiche per prendere il posto del suo predecessore Mohammad Pakpour, ucciso nei raid del primo giorno
Ahmed Vahidi, il nuovo comandante dei pasdaran, è lo specchio perfetto dell’istituzione che rappresenta. Infatti, la sua scelta non certo casuale: era già numero due ed aveva tutte le caratteristiche per prendere il posto del suo predecessore Mohammad Pakpour, ucciso nei raid del primo giorno.
Nato nel 1958 a Shiraz, Vahidi si è arruolato nei Guardiani della rivoluzione nel 1979 e un paio di anni dopo gli avevano affidato compiti di intelligence sotto la guida di Mohsen Rezai. In un tempo relativamente breve è passato alla Qods, la divisione incaricata di operazioni clandestine all’estero, rapporti con formazioni sciite mediorientali, attività «non ortodosse» da contrapporre a quelle degli avversari a livello globale.
Proprio questo incarico lo avrebbe coinvolto, secondo la Giustizia argentina, nell’attentato compiuto a Buenos Aires, nel 1994, contro la sede dell’Associazione ebraica, l’Amia. 85 i morti. Attacco parte della guerra segreta con Tel Aviv. Un caso infinito, accompagnato da depistaggi, suicidio di un giudice, ambiguità e manovre. Un




