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Un Mohammed Bin Salman nel futuro dell’Iran? La «profezia» di un dissidente due anni fa

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Un futuro realistico per l’Iran vedrà l’arrivo al potere a Teheran di un equivalente del principe saudita Mohammed bin Salman o MbS, in versione tecnocratico-militare? La domanda suona provocatoria. 

Non solo per l’antica rivalità tra i due popoli e le due civiltà, persiani e arabi, rinnovata in modo feroce negli anni di Khamenei (e confermata dai retroscena secondo cui MbS avrebbe premuto su Trump per l’attacco). 

Una simile prospettiva può apparire minimalista rispetto alle aspirazioni e rivendicazioni emerse nelle rivolte popolari. I movimenti di protesta hanno attraversato il paese più volte nel periodo recente: in particolare nel 2009, 2017, 2019, 2022. I più recenti, nel gennaio scorso, sono stati repressi con una carneficina spaventosa, trentamila morti, che ha contribuito a precipitare gli eventi accelerando l’intervento militare di Stati Uniti e Israele.

Purtroppo, almeno finora abbiamo sempre sovrastimato la capacità di quelle proteste di rovesciare il regime. Di qui l’ipotesi che potrebbe rivelarsi più realistica – benché deludente soprattutto per la popolazione iraniana – e che di sicuro viene esaminata come un’opzione alla Casa Bianca: un ricambio politico-generazionale in Iran sul modello di quello avvenuto in Arabia Saudita. 
L’arrivo di un nuovo despota, però illuminato, magari un tecnocrate (o una

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