
di Alberto Zorzi
I commissari di Mantovani stringono sulla vendita: nel 2025 un milione di utile. La concessione scade nel 2062. Quest’anno previste ottanta crociere (oltre ai ferry per la Grecia e le merci)
Ancora pochi giorni e si saprà se il terminal di Fusina parlerà arabo. Arriva infatti da Abu Dhabi l’unica offerta ufficiale presentata al bando scaduto lo scorso 19 dicembre, dopo una proroga di un mese e mezzo concessa proprio per consentire a un grosso operatore internazionale del settore – il cui nome per ora è coperto da riservatezza – di partecipare. Il bando riguarda il 97 per cento delle quote – quelle di Mantovani – di Venice Ro-Port-Mos, la società che ha in concessione fino al 2062 la gestione del terminal, ma che ora è in concordato preventivo. Era stato fissato un prezzo di 46,1 milioni di euro sulla base della perizia di stima redatta dal docente bocconiano Mauro Bini: non una vera e propria base d’asta, ma una cifra indicativa e infatti la proposta degli arabi sarebbe un po’ più bassa, ma comunque soddisfacente. In passato si era parlato anche di un possibile interesse di Grimaldi, colosso del settore che è già cliente




