di Fausta Chiesa
Chiuso lo Stretto di Hormuz, da cui transita il 50% del greggio commercializzato nel mondo. Il Brent è balzato del 10% a circa 80 dollari al barile negli scambi fuori mercato. Previsto in crescita anche il prezzo dell’oro
Un rialzo tra il 5 e il 15% del petrolio quando i mercati riapriranno (prima l’Asia, poi l’Europa e poi l’America) dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran. La guerra in Medio Oriente, che ha fermato le petroliere con i carichi dei Paesi del Golfo in un punto chiave – lo Stretto di Hormuz – si farà sentire anche sui mercati delle materie prime, non solo dell’energia. «Non sono preoccupato per nulla», ha dichiarato Donald Trump in un’intervista a Fox rispondendo alla domanda se fosse preoccupato per l’impatto dell’attacco sul prezzo del petrolio. I mercati, invece, lo sono. «Prevediamo un rally del petrolio dell’8% e dell’oro del 2,5 per cento» – commenta commenta Carlo De Luca, responsabile asset management di Gamma capital market -. Lo stretto di Hormuz è fondamentale per i trasposti commerciali». E i passaggi nello Stretto di Hormuz si sono praticamente fermati domenica, mentre l’Iran ha continuato a lanciare missili verso i Paesi vicini. Sono almeno 150 le navi, tra




