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L’Ue ha avviato un’indagine su Shein: «Crea dipendenza». Nel mirino anche la vendita di baby-bambole sessuali

di Valentina Iorio

Fonti Ue: al momento esclusa l’ipotesi di un blocco delle vendite su Shein. L’azienda cinese: «Prendiamo con la massima serietà i nostri obblighi, sempre collaborato con Commissione»

La Commissione europea ha avviato un’indagine contro Shein per la violazione della legge sui servizi digitali (Dsa) e potenziali violazioni legate alla vendita di prodotti illegali. Uno dei filoni di indagine si concentrerà sulle misure messe in atto dal colosso cinese dell’e-commerce per limitare la vendita in Ue di contenuti che potrebbero costituire materiale pedopornografico, come le bambole sessuali dall’aspetto infantile. «Nell’Ue, i prodotti illegali sono vietati, sia che si trovino sugli scaffali di un negozio fisico o su un marketplace online. Il Digital Services Act garantisce la sicurezza degli acquirenti, tutela il loro benessere e fornisce loro informazioni sugli algoritmi con cui interagiscono. Valuteremo se Shein sta rispettando queste regole e le proprie responsabilità», ha dichiarato Henna Virkkunen, vice-presidente esecutiva della Commissione europea per la Sovranità Tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia.

L’indagine Ue

Nel mirino della Commissione ci sono anche i rischi legati alla  progettazione del servizio, inclusa l’assegnazione di punti o premi per l’interazione con i consumatori, nonché i sistemi implementati da Shein per mitigare

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