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Stoppani (Fipe): «Pronti a sostenere l’euro digitale ma le commissioni siano più basse»

di Rita Querzè

Avviso comune di Confcommercio e Confesercenti in vista della definizione in Europa del regolamento sulle euro digitale. Stoppani (presidente Fipe): servono oneri zero per i piccoli importi

Pagare il caffè con l’euro digitale. La discussione sulla moneta elettronica da astratta diventa estremamente concreta con un position paper sottoscritto da Confcommercio, Confesercenti e dalla Fipe (Federazione pubblici esercizi della stessa Confcommercio) in vista della definizione in Europa del regolamento sull’euro digitale. Il messaggio potrebbe essere sintetizzato così: bene l’euro digitale, serve all’Europa e ai suoi cittadini per mantenere una reale sovranità monetaria. Ma per guadagnare il sostegno della capillare rete degli esercenti è necessario che le commissioni d’utilizzo dell’euro digitale siano più contenute di quelle imposte dalle grandi piattaforme dei pagamenti.

Difendere la sovranità monetaria 

Ed è proprio da qui – dalle piattaforme dei pagamenti – che parte il ragionamento di Lino Stoppani, vicepresidente vicario di Confcommercio oltre che presidente Fipe. «La loro origine è americana o asiatica, sviluppare l’euro digitale serve a difendere la sovranità monetaria. Non credo di esagerare dicendo che oggi le piattaforme di pagamento guadagnano due volte: dalle commissioni incassate ma anche dai vantaggi che derivano dal possedere una montagna di

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