
di Guido De Franceschi e Irene Soave
Il chirurgo, Jess Ting, amico di Epstein, veniva da uno degli ospedali più prestigiosi degli Stati Uniti, il Mount Sinai. Poco dopo uno dei suoi progetti di ricerca ricevette 50 mila dollari in donazioni, proprio da Epstein
Più di 15 mila email con una dozzina di medici, soprattutto ginecologi e dermatologi, emergono dagli «Epstein files» come uno dei risvolti più inquietanti del rapporto che Jeffrey Epstein, il finanziere pedofilo, intratteneva con le vittime dei suoi traffici. Il New York Times ha pubblicato in queste ore un lungo rapporto sul contenuto di queste email: tra le foto che vengono fuori anche quella di un’operazione chirurgica eseguita su una delle giovani donne sul tavolo da pranzo di una delle residenze del finanziere. Il chirurgo, Jess Ting, amico di Epstein, veniva da uno degli ospedali più prestigiosi degli Stati Uniti, il Mount Sinai. Poco dopo uno dei suoi progetti di ricerca riceveva 50 mila dollari in donazioni, proprio da Epstein.
Altri casi documentati: un internista di West Palm Beach ordina un esame del sangue per un’altra donna. Ne riferisce gli esiti, anomali, non a lei ma a Epstein. Un dentista della Columbia University chiede




