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Crisi Natuzzi, da Wall Street arriva l’alert. «Correttivi per rimanere nel listino delle aziende quotate»

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di Vito Fatiguso

Prescrizione dell’agenzia federale Sec alla multinazionale dei divani. Il 2 marzo la vertenza passa a Roma. Sciopero e presidio dei lavoratori al Mimit

Occorre fare presto e trovare un punto d’incontro tra le ricette del management e le richieste dei lavoratori. Perché, numeri alla mano, il futuro della Natuzzi di Santeramo dipende – ancora una volta – dall’efficacia dei correttivi che saranno messi in campo. È stato il «re» dei divani, Pasquale Natuzzi, a chiarire la situazione in una lettera inviata a tutti i 1.850 dipendenti occupati in Italia. All’indomani della rottura del confronto con i sindacati (con tanto di 24 ore di sciopero) ha spiegato ciò che era disposto a concedere rispetto a un piano 2026-2028 che prevede l’esubero di 479 unità, la chiusura di due stabilimenti e la creazione di una società controllata a cui «devolvere» la gran parte degli organici e la fase produttiva.

«Il piano che era stato illustrato alle istituzioni e alle organizzazioni sindacali – è riportato nel testo – prevedeva investimenti complessivi per 17,5 milioni di euro per ogni anno di piano (2026-2027-2028) pari a 52,5 milioni; risorse dedicate a marketing, fiere internazionali e sviluppo retail; 4,4 milioni

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